Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione psicologica caratterizzata dalla presenza di pensieri ricorrenti e indesiderati (ossessioni) che provocano ansia o disagio e che spesso portano a mettere in atto dei comportamenti ripetitivi o azioni mentali (compulsioni) nel tentativo di ridurre quella tensione spiacevole.

Le compulsioni costituiscono quindi  un tentativo di elusione del disagio, un mezzo per cercare di conseguire un controllo sulla propria ansia. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo può arrivare ad interferire significativamente con la vita quotidiana di chi ne soffre, condizionandone i comportamenti e minando la qualità di vita e varie aree del funzionamento personale.

Le ossessioni possono riguardare vari temi, come la paura di contagio e contaminazione, il timore di aver provocato dei gravi danni a se stessi o ad altre persone, la necessità che le cose siano “esattamente giuste”. Le compulsioni, invece, sono azioni conseguenti ai pensieri ossessivi che possono ad esempio riguardare il lavarsi continuamente le mani, il controllare più volte di aver chiuso la porta o di aver fatto correttamente una determinata azione, contare, cripetere gesti o seguire rituali e sequenze precise o cercare ossessivamente una conferma/disconferma ad un proprio dubbio ad esempio. Sono comportamenti che,  in apparenza e nell’immediato,  sembrano dare sollievo sollievo ma che, nel tempo, finiscono per mantenere e alimentare il problema stesso.

Spesso chi vive il DOC descrive i pensieri ossessivi come una notifica continua che compare nella mente: anche quando si prova a ignorarla, torna a farsi sentire con forza, chiedendo attenzione. È come avere un allarme interno che si attiva anche quando non esiste un reale pericolo, generando dubbi persistenti e una costante sensazione di incertezza. Molte persone riconoscono l’irrazionalità di alcuni pensieri o comportamenti, ma questo non basta a interrompere il circolo dell’ansia e delle compulsioni.
A volte il tentativo di controllare tutto finisce per togliere spazio alla spontaneità, alla serenità e alla libertà di vivere pienamente le proprie giornate.

Il DOC colpisce dal 2 al 3% della popolazione a prescindere da genere ed età ed i primi sintomi, generalmente, appaiono prima dei 25 anni.
La buona notizia però è che si può lavorare sul DOC, in particolare risultano funzionali approcci basati sulla terapia cognitivo-comportamentale per poter comprendere il funzionamento del disturbo, imparare strategie per affrontarlo e, con il tempo, ridurre notevolmente il suo impatto sulla vita quotidiana. Affrontare il DOC non significa eliminare completamente i pensieri, ma imparare gradualmente a non lasciare che siano loro a guidare la propria vita.

Chiedere aiuto è un primo passo per il raggiungimento del proprio benessere.

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Dott.ssa Alice Salani – Psicologa e Sessuologa a Empoli e Online

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