La sfera della sessualità porta spesso con sé emozioni quali: imbarazzo, pudore, vergogna.
Questo rende più difficile chiedere aiuto. Proviamo a domandarci se ci sentiamo bloccati, se ci sentiamo preoccupati o se abbiamo iniziato ad evitare la sfera sessuale. Se questo ostacola significativamente la nostra serenità, se sentiamo di non poterne parlare con nessuno e spuntano mille interrogativi che si susseguono al riguardo.
In tutte queste situazioni può essere utile iniziare un percorso di tipo sessuologico. Il sessuologo clinico, attraverso un approccio non giudicante e basato sull’ascolto attivo, accoglie le richieste del singolo o della coppia (dal periodo dell’adolescenza fino alla terza età) su temi relativi alla sessualità. Si interviene su diverse difficoltà sessuali che possono rendere difficile una piena espressione della propria vita sessuale.
In presenza di difficoltà o disfunzioni sessuali diventa fondamentale affidarsi ad un professionista il quale potrà dare significato al disagio riportato, fare un’attenta diagnosi se necessario e proporre un trattamento adeguato. Non è mai troppo tardi per farlo.
In quanto Psicologa e Sessuologa ricevo molte domande circa ciò di cui si occupa questa figura.
In cosa consiste un percorso sessuologico?
Si tratta innanzitutto di un percorso terapeutico in cui si indagano le cause, le paure, le difficoltà legate al disturbo sessuale presentato o alla problematica, affiancando quando necessario ai tradizionali colloqui psicologici specifiche “mansioni” da svolgere a casa tra una seduta e l’altra.
Ma quindi, nel dettaglio, quando può essere utile andare da un/una sessuolog* clinic*?
Intraprendere un percorso psico-sessuologico è utile per:
- Ricevere informazioni corrette circa la sessualità tipica e atipica, l’anatomia e la fisiologia della risposta sessuale
- Inquadrare eventuali disfunzioni sessuali e promuovere la comprensione ed il cambiamento della situazione problematica per arrivare ad un benessere sessuale.
- Orientare l’individuo ad ulteriori accertamenti (ginecolog*, androlog* ecc..)
- Uscire da stereotipi e falsi miti
- Affrontare problematiche circa gelosia, mancanza di fiducia, difficoltà nella comunicazione e nell’intimità emotiva
- Affrontare periodi particolari di vita che comprendono gravidanza (difficoltà o interruzione) menopausa, operazioni chirurgiche, interruzioni di gravidanza, Fivet.
- Interventi di prevenzione (circa i disturbi, metodi contraccettivi e malattie sessualmente trasmissibili)
- Aprirsi circa tematiche inerenti l’identità di genere, l’identità sessuale e l’orientamento sessuale
- Affrontare la sessualità nella disabilità
- Difficoltà legate alla sfera LGBTQIA+
Quali sono inoltre le difficoltà/patologie legate alla sfera sessuale?
- Vaginismo
- Vulvodinia
- Dispareunia
- Endometriosi
- Disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione
- Disturbo del desiderio sessuale femminile e maschile
- Disturbi dell’eccitazione sessuale femminile e maschile
- Disturbo dell’orgasmo femminile
- Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo maschile
- Disturbo erettile
- Eiaculazione precoce e ritardata
- Disturbi parafilici
- Dipendenze sessuali
La Terapia Mansionale Integrata è ad oggi uno dei modelli di terapia d’elezione per quanto riguarda le disfunzioni sessuali ed interviene direttamente sulla problematica. È un trattamento attraverso il quale si possono aiutare gli individui e le coppie ad individuare e ristrutturare i meccanismi che spesso si cronicizzano e creano circoli viziosi. Vengono utilizzate mansioni da prescrivere tra una seduta e l’altra attraverso le quali i pazienti sperimentano nuove modalità di approcciarsi alla sessualità, facendo emergere le proprie risorse e la possibilità di modificare i circoli viziosi mantenuti da processi cognitivi ed emotivi non funzionali.
Numerose ricerche e studi hanno dimostrato che in molti casi è possibile ottenere la risoluzione del problema sessuale in maniera soddisfacente in breve tempo.


